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    Il nucleo di Orcesco

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    La cascata sul rio Lupo

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    Veduta aerea

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    Edifici rurali di Orcesco

  • Affresco con la Madonna di Re

  • Gli orti di erbe officinali, dettaglio

Addentrandosi nel cuore della piccola frazione di Orcesco, nella sua parte più alta, si incontra l’oratorio di San Carlo dall’architettura asimmetrica, che rivela interventi di ampliamento susseguitisi nei secoli. L’edificio fu fatto costruire nel 1620 da Antonio Adorno e intitolato alla Beata Vergine di Loreto. In un momento successivo, l’edificio cambiò orientamento e mutò pure la dedicazione, assumendo quella a S. Carlo Borromeo, a cui i vigezzini erano molto devoti, poiché i Borromeo erano feudatari della Valle. La testimonianza artistica più antica, è l’affresco sulla parete laterale che raffigura il dedicante Antonio Adorno inginocchiato di fronte alla Vergine, insieme ai SS. Antonio, Giovanni e Carlo. Nella volta sopra l’affresco c’è lo stemma adottato dagli Adorno in Valle Vigezzo. Dopo i recenti restauri l’oratorio mostra il suo originario splendore: la facciata ha ritrovato la tinta originaria rossa e tra le mensole degli spioventi si possono vedere gli originali decori floreali.

Un altro apprezzabile affresco è visibile ai margini dell’abitato, sulla facciata di una vecchia casa rurale. Si tratta dell’immagine devozionale della Madonna di Re, ben riconoscibile per le gocce di sangue sulla fronte, le rose nella mano destra e il Bambino in braccio. Il dipinto fu fatto fare come voto per una grazia ricevuta da P. Manzuni nel 1857.

Sull’antico palazzo di proprietà Ramella si conserva, invece, un affresco seicentesco entro edicola. Vi si trova rappresentata la Madonna di Re e ai suoi piedi sono rappresentati San Francesco e Santa Chiara. A lato dell’edicola si osservano un ritratto del committente, Giacomo De Bernardis, e San Carlo Borromeo.

Spingendosi in via Bertina si può apprezzare una cappella dipinta dal noto pittore vigezzino Lorenzo Peretti. Nel timpano si osserva lo stemma della famiglia Bertina, che ne è stata committente, e la data 1835. Lo stemma riproduce la berta, cioè la gazza, da cui il nome della famiglia, e un albero. L’affresco rappresenta una pagina del Vangelo dove Gesù dice agli Apostoli “lasciate che i fanciulli vengano a me”.

Lungo la strada di accesso al paese si trova la piccola cappella campestre della Madonna di Re. L’immagine è la tradizionalissima Madonna di Re, sulle pareti laterali dell’edicola sono raffigurati San Giovanni Bosco e Sant’Antonio da Padova.

Lungo la via principale del paese, una nicchia ospita un affresco murale che raffigura la Sacra Famiglia, con il Bambino in fasce, la Madonna e San Giuseppe ad accompagnarlo. Sulle pareti laterali entro cornici ovali sono rappresentati due santi: Carlo Borromeo, patrono della frazione, in abiti cardinalizi, e forse Sant’Antonio da Padova in abiti francescani.

Sopra la porta d’ingresso di Casa Balegno recentemente è stato messo in luce un frammento di affresco che conserva una corona (forse simbolo dei Borromeo) ed alcune figure di difficile interpretazione per il cattivo stato di conservazione. Tra queste si riconosce un volto di profilo che soffia, dunque una raffigurazione di Eolo. Si tratta probabilmente di una composizione a carattere araldico che fa riferimento alla famiglia che risiedeva nella casa e si riconoscono motivi decorativi del XVI secolo.

Anche casa Mazzetti, presenta un dipinto murale con la Madonna di Re affiancata da due santi ed un elemento d’arte popolare, quale la data 1606 incisa su una lastra in pietra oggi usata come panchina, ma che in origine probabilmente era l’architrave d’ingresso e che attesta che la casa è una delle più antiche del paese.

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